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	<title>Commenti per Diego Vitali</title>
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	<description>&#34;Perché il fantastico è vero, naturalmente. Non è reale ma è vero. I bambini lo sanno.&#34;</description>
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		<title>Commenti su La trama e la critica. Qualche appunto sulla crisi delle narrative occidentali. di La trama e la critica. Qualche appunto sulla crisi delle narrative occidentali. &#124; Diego Vitali</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/la-trama-e-la-critica-qualche-appunto-sulla-crisi-delle-narrative-occidentali.html/#comment-18</link>
		<dc:creator>La trama e la critica. Qualche appunto sulla crisi delle narrative occidentali. &#124; Diego Vitali</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 11:40:27 +0000</pubDate>
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		<description>[...] leggere il post nel mio nuovo blog, qui. CondividiFacebookEmailTwitterStampaLinkedInLike this:LikeBe the first to like this post.   This [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] leggere il post nel mio nuovo blog, qui. CondividiFacebookEmailTwitterStampaLinkedInLike this:LikeBe the first to like this post.   This [...]</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Sergio Bonelli e gli eroi di china di agersocialslow</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/sergio-bonelli-e-gli-eroi-di-china.html/#comment-15</link>
		<dc:creator>agersocialslow</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:20:57 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per il suo bel e profondo post. Non sono un esperto, qualche giorno fa ricordavo Blek e Miki, come eroi dell&#039;adolescenza e ho ricordato sul mio blog molto semplicemente,che tratta di altro ma mi riconduceva a valori oggi persi,  la morte di Bonelli, nome che leggevamo, senza dar troppo di conto quando si apriva il fumetto. Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per il suo bel e profondo post. Non sono un esperto, qualche giorno fa ricordavo Blek e Miki, come eroi dell&#8217;adolescenza e ho ricordato sul mio blog molto semplicemente,che tratta di altro ma mi riconduceva a valori oggi persi,  la morte di Bonelli, nome che leggevamo, senza dar troppo di conto quando si apriva il fumetto. Saluti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su McCurry, il colore degli occhi, il colore della guerra di aplife</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/mccurry-il-colore-degli-occhi-il-colore-della-guerra.html/#comment-14</link>
		<dc:creator>aplife</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 21:46:59 +0000</pubDate>
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		<description>Sai che ho il numero originale del National con la prima foto della bambina afghana?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sai che ho il numero originale del National con la prima foto della bambina afghana?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Chi ha paura di Vanity Fair? di Diego</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/chi-ha-paura-di-vanity-fair.html/#comment-13</link>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 17:52:56 +0000</pubDate>
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		<description>Su molte cose siamo d&#039;accordo. Nutro i vostri stessi dubbi sul mondo accademico, in larga misura impreparato ad affrontare sia i grandi cambiamenti tecnologici e mediatici, sia a dare ragione del dilagare dell&#039;incultura di regime.
Il fatto è che tanti intellettuali, artisti, scrittori ecc o vanno all&#039;estero o restano a fare i film con Medusa o i libri con Mondadori. E si pongono in una contraddizione insanabile, un&#039;aporia morale.
Ci sono anche molti che non lo fanno, che decidono di restare fuori.
Per me un esempio magistrale è Luttazzi a Raiperunanotte. C&#039;è un potenziale sovversivo incredibile in internet, e in larga parte ancora inesplorato. E nessuna rivista o televisione o cinema o teatro può stare dietro a questo potenziale. Nemmeno la letteratura ha questi strumenti di coesione di massa. Forse li aveva, ma adesso non più. 
Però continuo a preferirla perché sono di parte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su molte cose siamo d&#8217;accordo. Nutro i vostri stessi dubbi sul mondo accademico, in larga misura impreparato ad affrontare sia i grandi cambiamenti tecnologici e mediatici, sia a dare ragione del dilagare dell&#8217;incultura di regime.<br />
Il fatto è che tanti intellettuali, artisti, scrittori ecc o vanno all&#8217;estero o restano a fare i film con Medusa o i libri con Mondadori. E si pongono in una contraddizione insanabile, un&#8217;aporia morale.<br />
Ci sono anche molti che non lo fanno, che decidono di restare fuori.<br />
Per me un esempio magistrale è Luttazzi a Raiperunanotte. C&#8217;è un potenziale sovversivo incredibile in internet, e in larga parte ancora inesplorato. E nessuna rivista o televisione o cinema o teatro può stare dietro a questo potenziale. Nemmeno la letteratura ha questi strumenti di coesione di massa. Forse li aveva, ma adesso non più.<br />
Però continuo a preferirla perché sono di parte.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Chi ha paura di Vanity Fair? di aplife</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/chi-ha-paura-di-vanity-fair.html/#comment-12</link>
		<dc:creator>aplife</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 17:27:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diegovitali.wordpress.com/?p=84#comment-12</guid>
		<description>Sì. Non voglio scomodare altri autori e provare solo a intervenire tirando fuori parole mie. Io credo che chiunque oggi voglia possedere un minimo di spirito critico, debba per forza confrontarsi con certe realtà e non far sì che esse germoglino senza che qualcuno poi ne prenda atto troppo tardi. 
Come scrive Salvo, mi sembra che qui si sia saltata un&#039;intera generazione e il postmodernimso ancora non abbi atrovato spazio (in Italia: infatti tutti i nostri migliori designer, creativi, architetti, scrittori, registi, se ne vanno all&#039;estero). 
L&#039;esperienza inglese mi ha insegnato che si può essere grandi intellettuali anche giocando a biliardo coi propri allievi e che si può discutere di Orwell sorseggiando tranquillamente una tazza di tea e giocando davanti alla Wii Fii. Solo che l&#039;intellettuale italiano ha un&#039;etica: deve assomigliare a quegli intellettuali dell&#039;Ottocento ed ecco che l&#039;intellettuale italiano è sì il più preparato del mondo, ma anche il meno creativo e dinamico e geniale (tranne che sia esportato, certo).
Ma vogliamo riappropiarci qui della creatività? In casa nostra? Vogliamo usare il potere mediatico per fare una scalata verso l&#039;affermazione di altro? Verso l&#039;affermazione di quello che è negato?
Era questo il senso del mio post e non considero fare quello che faccio, tagliare domande dai magazine e porle a me, un confondermi col potere: lungi da me.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì. Non voglio scomodare altri autori e provare solo a intervenire tirando fuori parole mie. Io credo che chiunque oggi voglia possedere un minimo di spirito critico, debba per forza confrontarsi con certe realtà e non far sì che esse germoglino senza che qualcuno poi ne prenda atto troppo tardi.<br />
Come scrive Salvo, mi sembra che qui si sia saltata un&#8217;intera generazione e il postmodernimso ancora non abbi atrovato spazio (in Italia: infatti tutti i nostri migliori designer, creativi, architetti, scrittori, registi, se ne vanno all&#8217;estero).<br />
L&#8217;esperienza inglese mi ha insegnato che si può essere grandi intellettuali anche giocando a biliardo coi propri allievi e che si può discutere di Orwell sorseggiando tranquillamente una tazza di tea e giocando davanti alla Wii Fii. Solo che l&#8217;intellettuale italiano ha un&#8217;etica: deve assomigliare a quegli intellettuali dell&#8217;Ottocento ed ecco che l&#8217;intellettuale italiano è sì il più preparato del mondo, ma anche il meno creativo e dinamico e geniale (tranne che sia esportato, certo).<br />
Ma vogliamo riappropiarci qui della creatività? In casa nostra? Vogliamo usare il potere mediatico per fare una scalata verso l&#8217;affermazione di altro? Verso l&#8217;affermazione di quello che è negato?<br />
Era questo il senso del mio post e non considero fare quello che faccio, tagliare domande dai magazine e porle a me, un confondermi col potere: lungi da me.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Chi ha paura di Vanity Fair? di Sal.</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/chi-ha-paura-di-vanity-fair.html/#comment-11</link>
		<dc:creator>Sal.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 15:39:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diegovitali.wordpress.com/?p=84#comment-11</guid>
		<description>C&#039;è tanta carne al fuoco in un post che si presenta PREGNO (per usare un termine venturiano, così random) e ben articolato.

Io penso che per troppo tempo gli intellettuali  hanno cercato disperatamente di tenersi lontano dalla prima linea della nuova e potente Realtà Mediagenica (per citare ohibò Mark Amerika) che è diventata sempre più il luogo dove la maggior parte dello scambio sociale e culturale stava avvenendo.

Ho trovato - nella mia breve(?), lunga (?) esperienza -  una sorta di incestuosità degenerativa (volta a indebolire) del mondo accademico che ha provato a trattenere - fra gli spasmi - le proprie viscere dopo il colpo letale del postmoderno sventolando subito dopo, inesorabilmente, bandiera bianca (programmaticamente sporca di sangue).

La soluzione per chi vuole fare e vivere cultura è a mio parere &quot;attirare l’attenzione all’interno delle forme di rappresentazione più popolari che affollano il Paesaggio Mediatico.&quot; ops, di nuovo Mark Amerika.

[complimenti a Diego e alla Sfinge per il dibattito innescato]

S.P.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è tanta carne al fuoco in un post che si presenta PREGNO (per usare un termine venturiano, così random) e ben articolato.</p>
<p>Io penso che per troppo tempo gli intellettuali  hanno cercato disperatamente di tenersi lontano dalla prima linea della nuova e potente Realtà Mediagenica (per citare ohibò Mark Amerika) che è diventata sempre più il luogo dove la maggior parte dello scambio sociale e culturale stava avvenendo.</p>
<p>Ho trovato &#8211; nella mia breve(?), lunga (?) esperienza &#8211;  una sorta di incestuosità degenerativa (volta a indebolire) del mondo accademico che ha provato a trattenere &#8211; fra gli spasmi &#8211; le proprie viscere dopo il colpo letale del postmoderno sventolando subito dopo, inesorabilmente, bandiera bianca (programmaticamente sporca di sangue).</p>
<p>La soluzione per chi vuole fare e vivere cultura è a mio parere &#8220;attirare l’attenzione all’interno delle forme di rappresentazione più popolari che affollano il Paesaggio Mediatico.&#8221; ops, di nuovo Mark Amerika.</p>
<p>[complimenti a Diego e alla Sfinge per il dibattito innescato]</p>
<p>S.P.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Chi ha paura di Vanity Fair? di diegovitali</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/chi-ha-paura-di-vanity-fair.html/#comment-10</link>
		<dc:creator>diegovitali</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 21:30:09 +0000</pubDate>
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		<description>io non pretendo di arrogarmi niente, tanto meno la pretesa di essere il defensor fidei. però il venire sempre a patti, il cercare per forza il dialogo, il terreno comune, in realtà è una tattica controproducente. non c&#039;è nessun terreno comune, questa è la verità.
col potere, con l&#039;istituzione (nazionale o mafiosa), con il capitale, con il potentato, non si dialoga, perché non c&#039;è nessun argomento che faccia leva. il critico ha solo la sua intelligenza e la sua capacità di distinguere il bene dal male (dal greco krino, divido). non ha nient&#039;altro. Il potere ha soldi, autorità, mezzi, controllo. ha tutto da perdere dal dialogo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io non pretendo di arrogarmi niente, tanto meno la pretesa di essere il defensor fidei. però il venire sempre a patti, il cercare per forza il dialogo, il terreno comune, in realtà è una tattica controproducente. non c&#8217;è nessun terreno comune, questa è la verità.<br />
col potere, con l&#8217;istituzione (nazionale o mafiosa), con il capitale, con il potentato, non si dialoga, perché non c&#8217;è nessun argomento che faccia leva. il critico ha solo la sua intelligenza e la sua capacità di distinguere il bene dal male (dal greco krino, divido). non ha nient&#8217;altro. Il potere ha soldi, autorità, mezzi, controllo. ha tutto da perdere dal dialogo.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Chi ha paura di Vanity Fair? di aplife</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/chi-ha-paura-di-vanity-fair.html/#comment-9</link>
		<dc:creator>aplife</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 17:15:51 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido le cose che sono scritte, ma in qualche modo temo anche l&#039;arrogarsi della posizione di difensori della cultura, come se ne fossimo solo noi i detentori. Nel senso... chi oggi è l&#039;intellettuale? Cosa fa per distinguersi? Si è dibattuto negli scorsi anni, nei corridoi delle nostre università, sul fatto che Saviano fosse o meno un letterato, mentre a qualcuno sfuggiva che uno dei più importanti libri italiani era uscito nelle nostre librerie. Ecco che vediamo vincere allo Strega libretti e la letteratura ce la perdiamo nei salotti che tu dici. Così la gente, questa categoria astratta, si sente smarrita e accetta di buon grado senza fiatare ciò che gli viene proposto.

Certo che le tue posizioni sono le mie posizioni, come potrebbero non esserlo. Ma mi pare che sia un problema, al solito, molto elitario, epico, lontano da chi non è né acheo, né troiano. 

Certo che non predicherò mai di sostituire i magazine ai libri. Però mi chiedo e domando se possiamo, non infiltrarci, ma renderli pretesti per spostare i dibattiti su terreni più comuni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido le cose che sono scritte, ma in qualche modo temo anche l&#8217;arrogarsi della posizione di difensori della cultura, come se ne fossimo solo noi i detentori. Nel senso&#8230; chi oggi è l&#8217;intellettuale? Cosa fa per distinguersi? Si è dibattuto negli scorsi anni, nei corridoi delle nostre università, sul fatto che Saviano fosse o meno un letterato, mentre a qualcuno sfuggiva che uno dei più importanti libri italiani era uscito nelle nostre librerie. Ecco che vediamo vincere allo Strega libretti e la letteratura ce la perdiamo nei salotti che tu dici. Così la gente, questa categoria astratta, si sente smarrita e accetta di buon grado senza fiatare ciò che gli viene proposto.</p>
<p>Certo che le tue posizioni sono le mie posizioni, come potrebbero non esserlo. Ma mi pare che sia un problema, al solito, molto elitario, epico, lontano da chi non è né acheo, né troiano. </p>
<p>Certo che non predicherò mai di sostituire i magazine ai libri. Però mi chiedo e domando se possiamo, non infiltrarci, ma renderli pretesti per spostare i dibattiti su terreni più comuni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Chi ha paura di Vanity Fair? di Gestire il cambiamento &#171; through the looking-glass</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/chi-ha-paura-di-vanity-fair.html/#comment-8</link>
		<dc:creator>Gestire il cambiamento &#171; through the looking-glass</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 17:01:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diegovitali.wordpress.com/?p=84#comment-8</guid>
		<description>[...] 14 aprile 2010 a 19:01 &#183; Archiviato in Uncategorized and contrassegnato da tag: Cambiamento, Resilienza   Rispondo alla seconda domanda, mentre ho chiesto a un&#8217;equipe ben organizzata di intellettuali di provare a rispondere al quesito posto nel precedente post e alla controbattuta che potrete trovare qui. [...] </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] 14 aprile 2010 a 19:01 &#183; Archiviato in Uncategorized and contrassegnato da tag: Cambiamento, Resilienza   Rispondo alla seconda domanda, mentre ho chiesto a un&#8217;equipe ben organizzata di intellettuali di provare a rispondere al quesito posto nel precedente post e alla controbattuta che potrete trovare qui. [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Che dici? Le Alici? di diegovitali</title>
		<link>http://diego-vitali.it/critica/che-dici-le-alici.html/#comment-7</link>
		<dc:creator>diegovitali</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 16:21:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://diegovitali.wordpress.com/2010/03/09/che-dici-le-alici/#comment-7</guid>
		<description>grazie del commento e della lettura....come sempre</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie del commento e della lettura&#8230;.come sempre</p>
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