Festival di Venezia: i quattro film da non perdere

settembre 17th, 2011 § 0 comments § permalink

Anche quest’anno il Festival del Cinema di Venezia ha fornito molta materia di cui discutere. Lasciando per un attimo da parte il red carpet e il gossip, i film in concorso si sono rilevati estremamente interessanti, confermando così un trend ormai consolidato. Venezia è un palcoscenico che funziona, in grado di attirare autori di spessore e non seconde scelte, almeno se rimaniamo al contesto internazionale. Per quanto riguarda il cinema italiano il discorso è più complesso. Come ha detto Marco Bellocchio, premiato da Bernardo Bertolucci, due nomi che non hanno bisogno di presentazioni, il cinema italiano è troppo appiattito sulla commedia e i giovani si limitano a “ricalcare pigramente le orme altrui”. Un giudizio molto duro ma che indubbiamente mette il dito nella piaga.

Ma quali sono i film assolutamente da non perdere presentati al Festival?

Ve ne proponiamo quattro.

1)      Partiamo con George Clooney e il suo Le idi di marzo, con cui si porta avanti il discorso di impegno civile iniziato con Good night and good luck e Syriana. Il film esplora i meccanismi della politica, raccontando lo scontro tra due candidati democratici alle elezioni presidenziali. Il titolo fa riferimento all’assassinio di Giulio Cesare, momento cruciale di deriva e slittamento della storia, che riecheggia prepotentemente nell’attualità. L’etica e i valori vengono commissariati, i programmi e le azioni sono ponderati sulla base dei sondaggi. Il gioco verrà deciso, anche questa volta, da una giovanissima stagista.

2)      Anche se rimasto in secondo piano, Carnage di Roman Polanski è un film di grande interesse. Dopo una rissa tra adolescenti, i rispettivi genitori si incontrano nella casa di una delle famiglie per appianare l’increscioso incidente. Ma qui la Sig.ra Cowan (Kate Winslet) accidentalmente dà di stomaco sui preziosi libri della Sig.ra Longstreet (Jodie Foster) e questo darà inizio al “carnaio”, una spirale in cui ognuno dei personaggi darà sfogo a tutta la rabbia e la violenza represse e nascoste dietro la facciata di una famiglia perbene. Interamente ambientato in un appartamento di New York (ma in realtà girato a Parigi), Carnage è un dramma da camera che inquieta e disturba.

3)      Emanuele Crialese torna al tema della migrazione, dopo lo splendido Nuovomondo, in cui erano gli italiani a viaggiare verso la speranza a bordo di un transatlantico avvolto dalle nebbie. Terraferma è il giusto complemento e il rovescio della medaglia: ambientato a Linosa, tra spiagge di turisti e vacanzieri e barconi di migranti alla deriva, in un mondo fatto di sabbia e di sole accecante e avvolto dal mare, forza onnipresente, capricciosa e ambivalente, il giovane Filippo dovrà affrontare scelte difficili e controverse.

4)      Il vincitore del Leone d’oro, Aleksandr Sokurov,  ha sorpreso con un’opera lontana dalle mode, intensa e complessa. Il suo Faust completa la tetralogia sul potere, dopo aver analizzato personaggi come Stalin, Lenin e Hiroito. Sokurov si era fatto conoscere grazie allo splendido Arca russa del 2002, un intero film girato in un’unica inquadratura, senza stacchi, in un ininterrotto flusso di immagini, personaggi, costumi e apparizioni tra i saloni del museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, attraverso tutta la storia della Russia. Il Faust riprende la materia di Goethe, una riflessione tragica e disperata sulla condizione umana, sulla scommessa e sull’errore, sul destino del singolo nei confronti del mondo. Sokurov ha meritatamente vinto il Leone d’oro, grazie alla sua capacità di fare un cinema in cui tutte le soluzioni formali sono declinate ad esprimere una complessità tematica e una densità emozionale estremamente rilevanti.

Questi erano i nostri preferiti, anche se è stato difficile lasciare fuori nomi del calibro di Soderbergh, Cronenberg e Comencini. E i vostri quali sono?